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EDUCARE I FIGLI

Intervista a Fernando Corominas, presidente del IEEE.

Laureato in Ingegneria Navale all’Università di Madrid, dirige, dalla sua fondazione, lo Instituto Europeo de Estudios de la Educaciòn (I.E.E.E.) ed inoltre è Presidente dell'Associazione Panamericana di Studi Sociali (APES). Da più di venticinque anni si interessa dell'Educazione Familiare e nei suoi viaggi in Europa, Asia e America ha pronunciato più di mille conferenze. È autore di numerosi libri di pedagogia e di azienda.
Oltre al suo enorme lavoro divulgativo nell'ambito dell'educazione e della pedagogia, Fernando Corominas è soprattutto una persona di famiglia. Padre di quattro figli e nonno di più di dieci nipoti, ha saputo trasformare il suo focolare in un luogo accogliente ove tutti stanno bene e vi ritornano appena possono. Circondato dal suoi nipoti più piccoli, scopriamo il professore in ottima forma.

Lei, che è un ingegnere navale, come ha fatto a dedicarsi all'educazione familiare?
Fin dalla mia giovinezza, ho sempre avuto interesse per questo tema. Nel 1980, dirigevo un cantiere navale in Venezuela e fui invitato ad una cena all'Ambasciata di Spagna. Accanto a me sedeva il Ministro dell'Educazione, Luis Machado, che mi parlò di un ambizioso Programma di Educazione, sviluppato insieme a due Università del Nord America, Stanford e Harvard, da realizzare in quel Paese. Il progetto si basava su alcune pedagogie innovative, frutto di recenti indagini portate a termine negli Stati Uniti, dopo il fallimento educativo degli anni sessanta. I lavori nel cantiere navale si prolungarono e ciò mi permise di conoscere a fondo il progetto educativo.

Secondo lei, qual’è lo stato attuale nella famiglia ?
Siamo testimoni di un profondo cambiamento sociale che coinvolge anche l'ambito educativo. Alcuni esperti hanno affermato che si tratta di un cambiamento di era nel campo dell'educazione e ciò riguarda l'educazione in generale nell'ambito familiare e nei centri educativi.

Non è troppo forte chiamarlo cambiamento di era? A che si deve questo cambiamento?
Credo che si chiama così per la sua profondità. Per secoli, per non dire millenni, si è educato secondo alcune regole molto comuni a tutti e ora invece si educa con altri parametri differenti.

Parla in termini di globalizzazione ?
No, per ora mi riferisco al mondo occidentale, ma non ci sarebbe da meravigliarsi se tali parametri si diffondessero ad altre culture.

Due domande : Qual’è la ragione di tale cambiamento?, E in che consiste?
Rispondo alla prima:

1) Negli ultimi anni c'è stato l'ingresso di molte mamme nel mondo del lavoro: si è ridotto il tempo della madre da dedicare all'educazione ed è aumentata la presenza del padre nell'ambito educativo. I compiti tradizionali di ognuno si sono modificati.
2)I progressi dei mezzi di comunicazione negli ultimi cinquanta anni sono stati sconvolgenti: televisione, internet... E la loro influenza all'interno delle famiglie è molte volte difficile da controllare.
3) Le nuove pedagogie, frutto di recenti indagini, ci aprono possibilità difficili da immaginare.
4) La scienza ha ampliato le conoscenze di neurofisiologia e conosce i meccanismi dell'apprendimento, quali aree cerebrali ne sono deputate e come si sviluppano: tutto ciò è alla base dei processi educativi.
Vorrei aggiungere poi che esistono cambiamenti sociali importanti. Credo che ciò che vedono i nostri figli per la strada era inimmaginabile per i nostri nonni. L'attuale crisi di valori ci dà ragione della necessità del cambiamento.

L'altra domanda: in che consiste questo cambiamento?
Esso è molto profondo, modifica l'atteggiamento dell'educatore nei riguardi dell'educando. Con parole semplici, possiamo dire che si tratta di passare da un'educazione basata sulla correzione ad una eminentemente preventiva.

Ci può fare qualche esempio ?
Prima i genitori si preoccupavano quasi sempre di agire quando vedevano nascere un problema: i pessimi voti, la disobbedienza, il disordine, le mancanze di rispetto, le cattive amicizie ... Questi erano i segnali che risvegliavano la nostra attenzione. Insomma, sopraggiungeva un problema e si usavano i mezzi per affrontarlo. Al giorno d'oggi, abbiamo i mezzi e l'informazione necessari per poter agire prima che si presenti il problema. Si guadagna in efficacia e si risparmia tempo e preoccupazioni.

È stato detto che d’ora in poi l’educazione sarà positiva. Ma non si è sempre educato in maniera positiva ?
Noi genitori ci sforziamo sempre di educare in maniera positiva, ma qui la parola ha un altro significato.

Quale ?
L'educazione positiva significa che il figlio è in un atteggiamento positivo quando i genitori realizzano un modo di agire positivo.

Può fare un altro esempio?
Ogni volta che diciamo: non far questo, non dire quest’altro, non essere…, urliamo. Quando ci disobbediscono, li minacciamo o li mettiamo in castigo. Li corregiamo dopo che hanno fatto qualcosa di cattivo: in questi casi il figlio è in atteggiamento negativo.

Questo è quello che fanno tutti i genitori. Quando si realizza l'educazione positiva ?
Faccio alcuni esempi. Quando parliamo con i figli e sono allegri e tranquilli, quando li aiutiamo a formare la loro coscienza; quando diamo loro le ragioni per saper scegliere i buoni amici; quando illustriamo i vantaggi dell’ordine, dello studio, dell’obbedire prontamente ... Insomma, quando li motiviamo perché scelgano di agire bene... Non è qualcosa di semplice, però oggi si sa come farlo. In questo campo un aiuto molto importante viene dalla conoscenza delle nuove pedagogie e dal sapere come avvengono i processi di apprendimento nel cervello.

Non è qualcosa di semplice...
Ma è possibile: educare in positivo richiede di anticipare gli avvenimenti, avere un Progetto Educativo per ogni figlio, sapere dove vuoi andare e fare il cammino insieme. Insomma, impiegare i mezzi perché i figli siano persone ben formate, liberi e responsabili, capaci di proporsi qualcosa di buono e di farlo.

Pensa che oggi è più facile educare ?
Oggi abbiamo più strumenti per educare efficacemente. Abbiamo molte nozioni di embriologia e di fisiologia cerebrale. Sappiamo che esistono alcuni periodi sensitivi durante i quali l’apprendimento è più rapido, se usati correttamente, si ottengono gli abiti migliori.

Si sente parlare di nuove pedagogie. Che materie trattano ?
Sono state introdotte nella maggior parte delle aree educative. Ad esempio, si può parlare dei metodi di stimolazione tempestiva, di educazione tempestiva, di periodi sensitivi, di istinti guida, di metodi di educazione efficace, di tracce permanenti degli abiti, di relazione tra subcosciente e educazione, di metodi di prevenzione, di progetti educativi, di metodi di motivazione...

Che cos'è educare ?
Educare è aiutare i figli a crescere nei valori; Aristotele le chiamava virtù e spero che presto ritorni di moda questo nome. La virtù si fonda su un abito buono e aiutare a conseguire questi abiti buoni è il primo passo.

Ma come si ottengono gli abiti ?
La ripetizione di atti non sempre è sufficiente per ottenere un abito. È conveniente che la persona, che li fa, “voglia fare” questi atti. Quando un’azione si realizza in forma costretta è più difficile che si converta in un abito. Gli abiti si ottengono meglio se si tratta di “atti liberi ripetuti”. E questo presuppone un importante cambiamento nell’atteggiamento del padre verso il figlio. L’amore, la gioia e l’agire liberamente sono le chiavi del successo.

E in che cosa consiste questo cambiamento di atteggiamento?
La difficoltà sta nel saper motivare i figli affinché agiscano bene perché lo vogliono.

Qualche esempio ?
Desidero che mio figlio metta in ordine il suo letto o cominci a studiare ad ora fissa. Se mi sforzo di motivarlo perché lo faccia, perché gli piaccia farlo, perché è qualcosa di buono, siamo nella via del successo. Certo, quando è necessario sorvegliarlo, premiarlo con qualcosa di materiale, o obbligarlo in qualche modo, non stiamo conseguendo l'abito, poichè quando noi non ci siamo la cosa più probabile è che mio figlio non lo faccia.

Ma saper motivare non è facile, vero ?
Insegnare a motivare è uno degli obiettivi delle Scuole di Famiglia e si ritrova nelle nuove pedagogie di cui abbiamo parlato prima.

Quali sono gli obiettivi dell'Istituto che ora presiede?
L'Istituto Europeo di Studi dell’Educazione, IEEE, è stato fondato nel 1991. È un’istituzione senza fini di lucro, attualmente una O.N.G, Nel 1997 in Inghilterra è sorto il “Family Enrichment Programmes Limited” ; a Bruxelles lo The European Institute of Educational Sciences”. In Italia l’Associazione far Famiglia L’obiettivo non è il perpetuarsi, ma far fare, aiutare a che si creino Scuole di Famiglia che aiutino i genitori a educare i propri figli. I nostri obiettivi riguardano la formazione dei formatori: la creazione di nuove scuole. Formazione di consulenti familiari, formazione di tutors per consulenti familiari.

Per quanto tempo una nuova scuola è sotto l'assistenza dello IEEE ?
Il tempo che ogni scuola ritiene necessario. Il tempo medio è di 3 o 4 anni.

E' chiaro che lo IEEE desidera che gli insegnanti lavorino con professionalità: ciò è stato ottenuto ?
All’interno dello IEEE sì; nelle scuole che si vanno via via creando, non sempre. Riteniamo che la professionalità aiuta a dare un miglior servizio.

Come si finanzia lo IEEE ?
I genitori pagano una piccola quota trimestrale. Quando le famiglie si trovano in difficoltà economiche, cerchiamo di conceder loro una borsa di studio. I problemi economici non sono un motivo perché una famiglia non partecipi alla scuola.

E' questa l'unica forma di finanziamento ?
Attualmente stiamo ricercando finanziamenti a Bruxelles, presso la Comunità Europea e in Spagna presso il Ministero degli Affari Sociali. È un periodo di espansione e abbiamo bisogno di aiuti; quando li otterremo, le famiglie che lo desiderano potranno essere finanziate.

In uno dei prossimi libri spiegherà come istituire una scuola a distanza. Ci può anticipare il contenuto ?
Si tratta di fornire tutte le informazioni necessarie a tal fine e di sostenere l’apprendimento con un sistema analogo a quello dell’Università a distanza. Ci sono documenti sul funzionamento della scuola, su come iniziare una scuola, su come motivare …

Inoltre, disponiamo di video illustrativi ed esiste una comunicazione permanente, via Internet, per l’assistenza alle scuole che si stanno sviluppando.